«lo nacqui l'anno del nostro Signore 1834 nel mese di maggio» (il 20 per l'esattezza). «Non ebbi la consolazione di conoscere la madre né il fratello che nacque dal medesimo parto. Sia quella che questo morirono dopo alcuni giorni.
«[Mio padre]... diede Giuseppe ad una balia per nome Rosa dei Matti, ma visto di poi che questa non addempiva quale buonissima balia, tolse Giuseppe ancora e lo fece allattare, non senza grande tribolazione, da una capra di pelo bianco».
Frequentò la scuola elementare a Biasca, quella maggiore prima a Biasca indi a Pollegio, dove frequentò pure il Ginnasio Cantonale. A venti anni era ancora là quando prese la decisione di emigrare in Australia.
Partì il 18 luglio 1854 per Amburgo dove doveva imbarcarsi. Vi arrivò il 2 agosto dopo quindici giorni di viaggio. Qui il giorno 8 agosto si imbar-
cò sul bastimento «Singapore» che, raggiunto il
mare dei Nord, il giorno 15 salpò per lAustralia.
Sbarcò a Melbourne il 12 novembre dopo circa tre mesi di navigazione.
Dopo aver percorso in lungo e in largo il distretto di Vittoria, insieme a quarantaquattro Biaschesi si stabilì a Hepburn, la vecchia Jim Crow, dove rimase fino al 1867. Ebbe fortuna ed investì parte di essa comperando terreni e bestiame. Poi si stabilì a Daylesford dove scrisse questo diario.
Nel 1868 tornò in Patria per trovare suo padre vecchio e malato. Trovò anche la donna dei cuore e nel 1869 si sposò. Non tornò più in Australia, forse perché la moglie non volle seguirlo.
A Biasca fu dapprima contadino poi anche impresario e negoziante. Come impresario realizzò un bel tratto di argine lungo il fiume Brenno. Dopo la rivoluzione liberale, nel 1895, fu eletto commissario di Governo della Riviera. Ebbe undici figli. Morì a Biasca il 13 marzo 1903.